Midicast LX


a cura di Alvaro Masseini

Quando si comincia ad andare a pescare prendendo l’aereoplano, significa che nelle nostre aspettative non ci sono solo più soltanto le trote di torrente, ma che ci aspettiamo altri pesci di taglia suoperiore: salmoni, grandi lucci, stellhead se siamo in acque dolci, bonefish, tarpon, e barracuda se siamo in quelle salate.
Quale canna portare? Ecco il dilemma. Innanzi tutto occorre che il bagaglio sia contenuto e siccome le canne costano, è bene portarle come “bagaglio a mano”. Per poter fare questo in aereoplano bisogna che le canne in questione siano in tre o quattro pezzi, non superino cioè la lunghezza complessiva di un metro che è il massimo consentito dalle compagnie aeree. Ma che tipo di canne portare? Normalmente si portano due canne per le trote e una nove piedi coda nove, per tutti gli altri pesci.
E’ una canna versatile, va bene per il mare come per tutti i grandi pesci d’acqua dolce.
Ora nella produzione nazionale la ditta Pozò, ha messo in commercio da pochissimi anni una canna 9 piedi per coda 9 in quattro pezzi che ha avuto più di una verifica su pesci potenti di grossa taglia pescati sia da terra che dalla barca. E’ stata usata in più occasioni: in Irlanda sui lucci fino a dodici chili, su lecce e tonnetti fino a dieci e più chili e questa estate in Mongolia su Hucho taimen fino a diciotto chili. Dall’azione progressiva, nervosa e potente “tiene “ il pesce in modo risoluto, assecondandolo nelle fughe e “richiamandolo” nelle pause. Nella sollecitazione a flessione raggiunge delle curvature ed un peso da carico incredibili. Lo sappiamo qual’è il punto debole del carbonio, materiale robusto, flessibile, leggero, ma relativamente fragile! Il carbonio della “MIDICAST LX ” , questo è il suo nome, è di colore nero, satinato, con impugnatura di sughero portoghese.Il portamulinello è in alluminio anodizzato con inserto di grafite intrecciata. Tutti questi particolari conferiscono alla canna un aspetto estetico tipico del tocco italiano in campo artigianale. Il prezzo infine, ( viene offerta a lire 465.000) è anche questo sicuramente un pregio, e corrisponde a circa un terzo di quello, un po' assurdo dato il costo del dollaro, delle sue consorelle americane, a cui non ha nulla da invidiare. In somma un’ottimo oggetto che può accompagnarvi a lungo e con soddisfazione nei vostri vagabongaggi lontano da casa.


Il nuovo mulinello LA/79 sempre della ditta Pozò, dove LA sta per large arbour e la numerazione per le code che può ospitare, è un ottimo abbinamento alla canna sopra descritta. Interamente in grafite a bobina larga per impedire le spirali create dalla “memoria” delle code, permette contemporaneamente un rapido recupero. La frizione a dischi di teflon garantisce una scorrevolezza uniforme facilmente modificabile dal largo registro esterno. Leggero, anticorrosione in quanto non metallico, è un oggetto funzionale e pratico alla portata di molte tasche essendo il suo prezzo di lire 98.000.