
Tra
Nettuno e Foce Verde, costeggiando il fiume Astura, dopo
un lungo cammino, si arriva sulla spiaggia incontaminata
che si estende a sud, fino al pontile della ex centrale
nucleare di Foce Verde e a nord, alle porte di Nettuno.
Testo e foto di Matteo
Rocco

Il pontile diFoce Verde. Sullo sfondo la centrale
nucleare di Borgo Sabotino
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a
zona interessata dal poligono militare del Centro Esperienza
di Nettuno, delimita l'accesso al mare rigorosamente alla
spiaggia nei soli giorni festivi e prefestivi e nel periodo
di balneazione. Il divieto assoluto di accesso, in caso
di esercitazioni di tiro, viene segnalato da una bandierina
rossa e dalle sentinelle. Tuttavia, la permanenza è
consentita limitatamente dall'alba al tramonto.
Sulla destra del fiume, sullo sfondo quasi irreale, ci appare
il castello medioevale. Prima di arrivarci, incontreremo
l’antico ponte dell’acquedotto e agglomerati rocciosi dove
è fiorente ancora un’incontaminata prateria di posidonia.
La spiaggia che si protende, a destra verso Nettuno e a
sinistra verso Foce Verde, si alterna a formazioni rocciose
e di sabbia chiara. Camminando in direzione di Nettuno,
troveremo degli spot molto interessanti formati da un fondo
misto abitualmente frequentato da tantissime specie ittiche,
tra cui il sarago e l’orata. Il
luogo conserva ancora un buon riparo dalla indiscriminata
pesca a strascico, professionale e abusiva, questo lo si
deve soprattutto al controllo del territorio da parte delle
autorità militari.La conservazione riguarda anche quel prezioso
tratto di prateria situato a sinistra del castello, dove
le mura dell’acquedotto costeggiano la terra ferma.
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Anch’esso una volta era ricco di medio e macrofauna ma negli
anni passati è stato teatro di un continuo sciacallaggio da
parte degli uomini i quali, prima con la pesca di frodo esercitata
con le bombe, poi con il prelievo di vongole veraci e policheti.
Oggi, anche se l’equilibrio biologico è mutato, l’esistenza
delle specie ittiche continua, non si sa ancora per quanto
tempo, visto che il prelievo selvaggio continua da parte di
coloro che commercializzano arenicole traendo cospicui profitti
dai scavi effettuati con le pale che sconvolgono tutto l’ecosistema.
SPARIDI, INCONTRASTATI SIGNORI
DEI FONDALI
La presenza degli sparidi, si evidenza soprattutto dalla primavera
all’autunno, quando i branchi di orate e mormore migrano dalla
vicina secca per raggiungere i pascoli vicini alla riva. Specialmente
d’estate quando le mormore raggiungono quel tratto di mare
prospiciente la foce dove vi stazionano dalla primavera all’autunno
inoltrato. Per insidiarle si consiglia il periodo che precede
il plenilunio o addirittura con la luna piena, comunque di
notte e con mare calmo, specialmente quando è in atto un’alta
pressione e la rotazione dei venti avviene regolarmente.
A
volte si verifica che prima dell’arrivo di una perturbazione
le allamate si intensificano e il "bottino" diventi veramente
cospicuo. Le grosse orate pascolano nella zona situata ad
ovest del castello e vanno insidiate prevalentemente con bibi,
cozze, americano e granchi. Forse
le più maestose vanno ricercate innescando la micidiale oloturia
(facile da reperire sul posto). |