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Solo
pochi fortunati riescono ad avere i permessi per accedervi
via terra. Lo sanno anche
i pesci che è un piccolo paradiso: orate, saraghi, mormore,
ombrine, spigole. Qui una battuta di surf non va quasi mai
a vuoto. Siamo a Bocca d'Arno. Comincia il Litorale Pisano
che, fino al porto di Livorno offre, con le scogliere artificiali
di Marina di Pisa e le spiagge di Tirrenia e del Calambrone,
tutte le possibilità di pesca. Occhiate, sugarelli, aguglie,
lecce stella, spigole, orate, saraghi, mormore, sogliole
e, nei mesi freddi, totani e seppie; mettiamoci anche i
gronghi e ci accorgiamo che non manca niente. Tutti i pescatori
sportivi della zona lo sanno.
Peccato
che lo sappiano anche quelli dei pescherecci, cui, spesso
e volentieri, si guastano i contamiglia e si ritrovano a
trainare le reti sulla battigia anziché in mare aperto.
Calambrone, Bocca di Scolmatore Ricordatevi il prossimo
Novembre di venire a Surf Casting per le spigole. E' un
appuntamento mai dimenticato dai pescatori della zona e,
fortunatamente, nemmeno dalle spigole, che escono dai fossi
di Livorno e si radunano davanti alla spiaggia, e a cui
tengono compagnia, ormai da qualche anno, le più belle orate
che si possa immaginare. Anche bocca d'Arno è un appuntamento
fisso per le orate, ma trovare posto sugli scogli della
foce quando comincia il caldo, è diventato ormai impossibile.
C'è chi prende le ferie apposta per non abbondonare il posto
di pesca quando ci sono le orate. Non c'è tempo per visitare
il porto di Livorno; solo di indicare agli amici il Vestrini,
il Molo Novo, la Vegliaia. A sud di Livorno si ripresenta
lo scenario della costa rocciosa Calafuria, Calignaia, Quercianella,
Fortullino, Le Forbici, Castiglioncello, Punta Righini.
Occhiate e saraghi di queste zone sono ormai famose in tutta
l'Italia grazie ad Alberto
Marchi, che ha "fotografato" con penna e macchina fotografica
tempi e metodi della pesca dalle coste rocciose, che hanno
riempito di concorrenti fiorentini, lucchesi e pistoiesi
il nostro piccolo paradiso di pesca. Dopo Rosignano ricomincia
la costa sabbiosa.
Vada, il pennello, le Spiagge Bianche, il molo della Solvay,
Le Gorette, Cecina.
La bocca del fiume, Marina di Cecina, La polveriera. La
pesca dalla spiaggia fa da padrona su questo tratto di costa,
ma sul moletto della Bocca domina incontrastata la pesca
del sugarello (aprile-maggio), e, quando il mare tende a
muoversi, quella con il giacchio (sparviero). A Cecina ci
sono forse i migliori lanciatori di giacchio che si possano
trovare. Altre tecniche di pesca molto praticate da queste
parti, sono la pesca con il divergente da riva,(resa sempre
più difficoltosa dalla presenza ormai ininterrotta dei pescatori
con la canna) e quella con il palamito a vela. Siamo arrivati
a Bibbona. Il Jolly Beach, famoso per le finali di diversi
campionati italiani di surfcasting è ormai uno dei luoghi
più battuti. Anche perché c'è il ristorante in vista delle
canne. Volendo si può mangiare e controllare le toccate.
Ormai è buio. Meriterebbe proseguire fino a S. Vincenzo,
Rimigliano, La Torraccia, Piombino, Salivoli. Su queste
spiagge "muoiono" tutti gli anni migliaia di mormore, ombrine,
orate e spigole. Anche la pesca al sugarello, con la canna
da fondo o con la bolognese è molto praticata. Ci sono notti
di maggio nelle quali il mare
brulica di galleggianti con starlite, e non è raro avere
la piacevole sorpresa di agganciare una spigola cercando
il sugarello. Vedere i sugarelli in caccia ai bianchetti
è uno spettacolo indimenticabile. Ed ancora più avanti,
più, fino a Grosseto, Principina, Bocca d'Ombrone, passando
da alberese, saltando naturalmente il Parco dell'Uccellina,
per arrivare alle Bocche d'Albenga, dove ormai si pescano
i pesci serra come a Cecina si pescano i sugarelli. L'aumento
della temperatura delle acque, ha portato il pesce serra
anche alla nostra latitudine. Molto presto si potrà trovarlo
anche in Liguria.
Torniamo lentamente verso Cecina. Siamo stanchi, molto stanchi.
Sull'aurelia, a Vicarello, ci fermiamo al Cacciatore, Bar
- ristorante conosciuto da tutti i pescatori di mare. Dentro
c'è un amico, Mario Filidei, grande lanciatore, primatista
italiano di lancio tecnico, (25 giugno 1994, Vicarello,
record italiano m. 239,30). Spaventò anche gli inglesi,
facendo intravedere subito l'altissima qualità della scuola
di lancio italiana, sulla quale primeggia indiscutibilmente
quella pisana e livornese ( Mario è stato il creatore di
questa scuola). Se i suoi lanci sono fantastici, la sua
grigliata mista e le sue pizze non sono sicuramente da meno.
La cena da Mario è la meritata conclusione della galoppata
che ci ha visti correre per tutta la giornata per oltre
quattrocento chilometri. Siamo tornati a Cascina, davanti
al mio negozio, tra il ponte sull'Arno, la superstrada,
e l'odore del legno che si sprigiona dalle botteghe degli
artigiani Cascinesi, dalle cui mani escono, da sempre, i
migliori mobili d'Italia. Il viaggio è stato veloce, troppo;
ma ci saranno in futuro nuove occasioni per "visitare" con
più calma i luoghi, e per provare in compagnia delle nostre
canne, metodi e tempi di pesca.
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