
A
15 Km da Civitavecchia, una località che merita di essere visitata,
è la spiaggia di S. Agostino. La notissima località di Pantano,
conosciuta per l'apparizione della "Madonnina di Civitavecchia",
viene raggiunta percorrendo la litoranea interna, fino all'incrocio
che porta ai bagni di S. Agostino, dove sfocia il fiume Mignone.
Testo
di Aristide Lucarini - foto di A. Aleandri
L'insieme del paesaggio ricorda qualche scorcio di Sardegna.
Infatti, un piccolo promontorio protegge il golfo dello scirocco
e dai venti settentrionali, creando un ripiego per diversi pescatori,
che nelle giornate di mare forte, giungono sul luogo per passare
in tranquillità la giornata di pesca. Il fondale variegato,
formato da rocce, sabbia e posidonia, viene frequentato da varie
specie , soprattutto dalle mormore e dai saraghi. Molte di queste
specie, richiamate dall'acqua dolce del vicino "Mignone", si
trattengono al pascolo soprattutto di giorno durante l'inverno
e di notte durante l'estate. Altra componente a favore di questo
luogo sono le secche non molto distanti, il porto commerciale
di Civitavecchia e le estese praterie di posidonia. Pochi stabilimenti
e qualche ristoro, animano questo tratto di spiaggia, che fortunatamente
non è stato preso di mira dal cemento.
Alla
foce del Mignone
La foce del Mignone risulta un irresistibile richiamo
per molte specie ittiche, in particolar modo per le mormore
che potremmo insidiare tutto l'anno. Il periodo migliore
va da maggio a luglio quando i branchi si riuniscono per
deporre le uova. Nel periodo estivo, sono frequenti anche
le orate, che insidieremo verso l'alba o nel primo pomeriggio,
anche se non mancano le catture notturne. La vicinanza
delle scogliere e della vicina prateria di posidonia,
fanno di questo luogo uno dei migliori per la ricerca
delle spigole e dei saraghi. Buone catture
vengono
effettuate durante le scadute soprattutto di notte. Il
momento migliore risulta dopo il passaggio di una perturbazione,
quando il fiume ha trasportato grandi quantità di detriti
e ogni sorta di mangianza terrestre, allorché sarà facile
catturare, oltre alle solite mormore, anche qualche bella
spigola e discreti saraghi. Per le mormore, vista l'abbondanza
di cibo trasportata dal fiume, possiamo tentare con la
chiocciolina di terra che, in mancanza di altro, sostituirà
l'arenicola o altri vermi.
Attrezzature
consigliate
Il tratto di mare preso in considerazione, non richiede attrezzature
particolari. Vanno bene sia le canne da beach legering che quelle
da surfcasting. Mentre è bene montare una canna robusta con
terminali lunghi dello 0,35, amo del numero 4, innescato con
bibi o cannolicchio, e attendere l'abboccata dell'orata. Per
le mormore, e altri pesci che frequentano il luogo è bene testare
le varie distanze senza trascurare lo scalino di risacca che
potrà dare belle soddisfazioni specialmente con il mare calmo.
Per insidiare i pesci più lontani, è bene, per chi non pratica
il lancio tecnico, affidarsi ai mulinelli con bobina conica
riempiti con filo dello 0,18-0,25, senza scordarsi di applicare
il "bait clip" onde evitare che l'esca svolazzi durante il tragitto,
facendo diminuire la distanza da raggiungere. Un ottimo ritrovato
contro gli ingarbugliamenti dei terminali è dato dall'avveniristica
"Tecnosfera" della Tecnofish, che montata a mono amo, per Faster
dritto e rovesciato, ci consentirà, l'intercambiabilità del
terminale variando, o sostituendo, le esche in tempi molto ridotti.
Verso
il misto
Nel piccolo golfo protetto, è bene operare scandagliando il
fondo, onde evitare la perdita dei terminali per via degli incagli.
Il luogo più a rischio riguarda l'estrema sinistra del golfo,
mentre nella parte centrale e sull'estrema destra, il fondo
risulta più sabbioso. Tuttavia è da considerare lo sconvolgimento
del fondo durante le mareggiate: alcuni scogli solitamente coperti
dalla sabbia durante la buona stagione potrebbero essere dissepolti
e creare qualche fastidio. Le prede che frequentano questo tratto
sono le solite, ma con un incremento dei saraghi durante l'inverno.
Il luogo, per via dei gronghi, è preferibile frequentarlo di
giorno. Anche se la mormora -e in via eccezionale qualche orata-
la si cattura anche di notte. La spiaggia poco frequentata e
poco conosciuta dalla maggior parte dei pescatori sportivi,
nel periodo estivo, viene disertata dai più per il continuo
andirivieni delle barche dei pescatori, professionisti e non,
che stendono le reti a poche decine di metri dalla battigia
ignorando tutte le regole. Inutili le proteste, il più delle
volte è saggio ingoiare il rospo e cambiare zona.