

A Marina Velca sorgono due complessi residenziali privati:
il "Voltunna" e il "Pian di Spille" L'accesso alle automobili
è consentito ai soli residenti, l'accesso pedonale a chiunque.
Quindi, gambe in spalla ai surfcaster, ci aspetta un magnifico
litorale ricco di fascino e di pesci - orate, rombi e spigole
- che si raccolgono copiosi alla foce del fiume Marta.
Testo
e foto di Matteo Rocco
I
complessi residenziali sono raggiungibili seguendo la litoranea
interna, prima del Lido di Tarquinia. All'indicazione "Torre
del Sole" bisogna girare a destra e proseguire verso il complesso
"Voltunna" che sceglieremo come spiaggia per la sua ottima frequenza
di catture. Spesso, durante la stagione invernale, questa spiaggia
viene scelta per varie competizioni di surfcasting organizzate
da club laziali ed è nota oltre per il fattore pesca, anche
per l'ottimo servizio turistico che offre tutto l'anno. L'unico
neo riguarda il fiume che durante le mareggiate trasporta grandi
quantità di rifiuti riversandoli sulla spiaggia e in mare. Questo
fattore, ahimé, appare in tutta la sua negatività nelle vesti
di tronchi d'albero, bottiglie e sacchetti di plastica; mentre
i residui organici trasportati dalla massa d'acqua, si trasformeranno
in mangianza che attirerà sotto costa varie specie ittiche.
Pescando in varie direzioni, testando il territorio marino,
ci imbatteremo nelle prede stanziali, in particolare sparidi,;
sarà importante anche fare un test in direzione del "Televisore",
un fondo misto prospiciente un tratto di spiaggia da cui prende
il nome, confinante con il complesso di Pian di Spille.
Pesci
e attrezzature
Una
ricerca accurata sarà l'arma vincente che premierà con ottime
catture di orate e saraghi, e, soprattutto con gronghi da record.
Nel periodo caldo dell'anno, le orate saranno più a tiro di
canna durante il giorno, le mormore, invece, solo la notte.
L'autunno e la primavera vedranno l'avvicinamento delle ombrine
anche di taglia discreta. La foce del fiume, dove le acque si
incontrano e in particolare dove la corrente in uscita rallenta
a causa del freno prodotto dall'acqua marina, è uno delle migliori
zone di raccolta proprio delle ombrine. L'attrezzatura da surf
leggero è la più idonea, completata dall'uso di terminali lunghi
tipo long arm o faster che possono rimanere tesi e mobili a
favore di corrente. Riguardo le esche, gli anellidi e i bivalvi
sono da considerare validi per ogni stagione; d'inverno in particolare,
conviene optare per calamari, sardine e seppie. 
Rombi voraci
Da gennaio a marzo, grossi e voraci rombi si portano in prossimità
della riva per depositare le uova e la massima concentrazione
di questi "Bothidi" avviene nel piccolo estuario della foce.
La voracità dimostrata, compatibilmente con la sua forza e le
sue dimensioni, è stata più volte testata a danno di cefaletti
di dimensioni contenute innescati vivi. L'alimentazione del
rombo, in ogni caso, è costituita da crostacei , molluschi e
anche da pesci morti (ma freschi). Per insidiare questo pesce
piatto occorre approvvigionarsi di sardine molto fresche da
innescare a trance su ami tipo Aberdeen, oppure di "latterini"
(crognoli). L'innesco va eseguito con attenzione "cucendo" l'esca
e fermandola verso la coda; la ferrata deve avvenire dopo essersi
assicurati della presenza del rombo che tende a stare fermo
dopo aver mangiato.
La
foce del fiume
Il periodo
invernale segna un'importante tappa per la pesca del serrande
per eccellenza: la spigola. La "mangianza" trasportata dalla
corrente è un forte richiamo per i pesci di piccola taglia e
di conseguenza per le spigole che proprio in questo tratto si
concentrano per predarli. Canne potenti, terminali lunghi ed
esca viva a base di mugginetti e anguilline sono di rigore per
tentarne la cattura. In mancanza di questi si può innescare
anche altre specie di pesci catturati nella zona.
Verso
il Lido
Il
Lido di Tarquinia è facilmente raggiungibile dalla statale numero
1, oppure dalla litoranea interna che collega Sant'Agostino
a Riva dei Tarquini. Seguendo le indicazioni stradali, si arriva
alla località balneare attraversando la cittadina residenziale.
Anche qui, durante l'anno si svolgono molte competizioni di
surfcasting. L'influenza del fiume Marta rende vario questo
arenile sia per morfologia del fondale, sia per le prede insidiabili.
Il mare è scarsamente limpido a causa dei sedimenti trasportati
dal fiume e il tratto prospiciente la foce è di basso fondale
e ricco di ciottolame, pietra vulcanica e resti antichi. Piccoli
reperti archeologici, ormai consunti dal mare, vengono restituiti
alla terra, quasi a testimoniare i naufragi delle navi Etrusche
e Romane che transitavano verso l'approdo nell'antico porto
Clementino. Gli organizzati stabilimenti balneari hanno predisposto
numerosi corridoi di lancio delimitati da boe colorate. Verso
le saline -dove sorgeva il porto Clementino- resti naturali
e artificiali formano preziosi nascondigli dove trovano rifugio
varie specie di pesci. Gli anfratti e le tane ospitano oltre
ai soliti gronghi anche corvine di taglia considerevole.