La spiaggia di Marina di Montalto è raggiungibile dal km 110 della via Aurelia; seguendo l'indicazione ci immetteremo nella strada che collega l'antica città di Montalto di Castro, al suggestivo Centro Balneare dell'Etruria Meridionale.
Testo e foto di Matteo Rocco

'antica torre medievale testimonia un avamposto di avvistamento della fiorente città di Castro, distrutta nel XVII secolo. A fianco della torre, il porto canale improvvisato daipescatori locali, ospita diverse barche ormeggiate sul fiume Fiora. La lunga ed ampia spiaggia è facilmente raggiungibile e gli accessi liberi lasciano spazio ovunque. Moderni e organizzati stabilimenti balneari si interpongono all'insediamento abitato la cui architettura, prettamente estiva, è composta da villini ben curati. La spiaggia nei dettagli Grazie all'ottima organizzazione turistica e alle notevoli bellezze naturali, Marina di Montalto si pone ai vertici delle località più gettonate dell'alto Lazio. Meta turistica di toscani e romani,questo tratto di spiaggia viene scelto per le competizioni di surfcasting; oltre ad aver ospitato il Terzo Campionato Italiano della categoria è sede storica di vari sfidini della rappresentativa nazionale. All'estrema sinistra, in direzione dello stabilimento "Aeronautica Militare", un piccolo rigagnolo d'acqua, provoca un grande richiamo per le specie ittiche del luogo. In verità l'intero tratto è particolarmente "buono", in particolare nei pressi della foce del Fiora. Il periodo migliore L'autunno e la primavera raggiungono il top e prima e dopo le grandi mareggiate tipiche dei due periodi, miriadi di pesci si avvicinano a lancio di canna anche se, il più delle volte, si tratta di piccole, mormore che recano solo disturbo. Nel contesto sporadiche catture di lecce stella, saraghi, mormore di taglia e ombrine discrete contribuiscono a "rincuorare"il nostro cestino. D'estate, tiepide notti, accompagnano le battute di pesca alle prede abituali di questi fondali. Con l'arrivo dell'inverno, però, le nostre canne da surf cominceranno il lavoro serio, andando alla ricerca delle grosse spigole e delle razze che, in compagnia di rombi e gronghi, spadroneggiano alla foce del Fiora. Tecnica e attrezzatura Di rigore, il terminale scorrevole anche se, come ultimissima tendenza, viene utilizzato quello doppio montato col "Join": perlina-girella-perlina; tuttavia l'importante è costruire terminali calibrati che consentono il raggiungimento della massima distanza e un'eccellente mobilità dell'esca. Dalla primavera all'autunno, in presenza di calma di vento e di mare, potremmo utilizzare canne da beachlegering che ci regaleranno uscite divertenti con catture continue di prede medio piccole che, quando la bilancia pende sul piccolo, dovremo obbligatoriamente rilasciare. Volendo seguire l'esempio dei pescatori della zona, vedremo che essi sono "armati" sempre con attrezzi da surfcasting classico e le canne potenti stanno a testimoniare le difficoltà ad operare in un settore di mare così impervio; del resto, per insidiare i predatori alla foce, bisogna munirsi di pazienza e perseveranza. La motivazione va ricercata nelle alghe che, spinte dalle mareggiate insieme ad ogni sorta di rifiuti trasportati dal fiume, provocano spesso combattimenti che niente hanno di sportivo. In ogni caso, prima di raggiungere la zona conviene approvvigionarsi di diversi tipi di esca reperibili anche in loco -nei pressi della Torre- al negozio "Casa del Pescatore" (chiedere di Mauro), oppure alla pescheria adiacente dove troveremo calamari, sardine, gamberetti eccetera. Anche se personalmente optiamo per l'uso di canne potenti, oltre a permettere di contrastare i problemi sopra elencati, si aumenta la zona di ricerca aumentando così le chance di cattura), un giusto compromesso prevede un'attrezzatura media che consenta lunghi lanci anche con terminali a doppio amo. Lanci e specie A causa degli stabilimenti balneari, il tratto di mare adiacente la spiaggia presenta una miriade di boe e di "corpi morti" abbandonati sul fondo. Questi, servono in estate a delimitare i corridoi d'uscita delle imbarcazioni, ma causano ai pescatori seri problemi d'incaglio. E' fondamentale, quindi, effettuare lanci precisi dato che proprio all'altezza della quinta e sesta boa, il fondale presenta un canalone trasversale con profondità di oltre tre metri ed è il punto esatto dove far "lavorare" le nostre esche. In direzione dello stabilimento balneare dell'aeronautica ci attende un tratto di spiaggia ricco di sorprese. Secondo la stagione, saraghi, ombrine, triglie, saraghi sparaglioni e mormore, si alternano ai pascoli delle varie buche e canaloni di media profondità. In condizioni ottimali, specialmente durante la "frega" del mese di maggio, le buche ospitano numerose mormore di taglia insidiabili con "succulenti" bocconi a base di arenicola innescata a ciliegina. Un rigagnolo d'acqua dolce, la cui foce rimane intasata per buona parte dell'anno fa sentire il suo effetto filtrando verso il mare. La presenza di piccole mormore, ombrine e muggini diventa la "mensa quotidiana" per i grandi predatori. Tutto questo ci dà l'input per insidiare spigole, pesci serra e ricciole di taglia medio-piccola.