Alle Murelle ci si arriva dal km 105 della via Aurelia. Il luogo è indicato da una famosa torretta dell'Enel sulla quale sono state disegnate due frecce: sopra quella rivolta verso il mare si legge "Muori", sull'altra, verso l'entroterra, si legge "Vivi".

Testo e foto di Matteo Rocco.

Verso la fine degli anni '50, l'autore delle due scritte voleva molto probabilmente indicare da una parte la miseria, dall'altra la fertilità della terra. La strada conduce verso il nuovo complesso residenziale "Torre Maremma" e termina in riva al mare. Raggiunta la spiaggia, noteremo a destra, lo stabilimento balneare (bar e ristorante) "Il Mago delle Morelle". La lingua di scogli che si scorge a circa 300m dalla riva, testimonia l'ubicazione dell'antico porto etrusco "Vulci". Le numerose tane e nascondigli per grossi saraghi, gronghi e orate, fanno di questo luogo uno dei migliori spot del surfcasting laziale. Verso sinistra si allunga una spiaggia di scarsa ampiezza con un profilo irregolare. Esposta ai venti di Libeccio e Maestrale, bastano poche onde per far sollevare grosse quantità di alghe giacenti sul fondo. In contropartita, è in buona parte coperta dai venti di Scirocco e dal promontorio di Capo Dinaro. Anche le burrasche di Maestrale, vengono protette, in parte dal promontorio dell'Argentario. Alle spalle una macchia di vegetazione mediterranea parallela al mare, il cui accesso è pressoché impossibile a causa del fitto vegetazione di arbusti, si estende a perdita d'occhi. L'unico accesso possibile è quello dalla strada parallela alla spiaggia tramite l'ingresso del campeggio il "Torraccio" (solo durante la stagione balneare). Le proprietà e la rigogliosa macchia mediterranea che si interpongono dalla strada alla spiaggia, costringono i pescatori a lunghe camminate per raggiungere le poste più fruttuose. Le specie catturabili Molte le specie catturabili anche se, ultimamente, un po' diminuite; tra queste, ombrine, triglie, saraghi, occhiate, razze, spigole, sogliole, rombi e gronghi; dulcis in fundo, anche grossi polpi possono "abbracciare" le esche (specialmente le sardine), piegando all'inverosimile le nostre canne. Nella stagione invernale -con il mare mosso- le catture dei saraghi saranno notevoli, anche se, salvo rare occasioni, prevarranno soggetti di taglia medio-piccola. L'unico inconveniente è rappresentato dalla posidonia che strappata dalle reti a strascico è sospinta in grande quantità dalle correnti delle mareggiate autunnali verso terra creando grandi stati sia sulla spiaggia che sulle buche prospicienti. Le orate sono presenti dalla primavera all'autunno; il loro pascolo è limitato alle zone antistanti il campeggio. La difficoltà operativa, per la notevole distanza dei branchi, induce qualcuno all'utilizzo (assolutamente non sportivo) di un'imbarcazione per "trasferire" le esche oltre i 200 metri. Di notte, pescando al lancio, è possibile incontrare qualche orata che, in ogni caso, difficilmente potrà superare il chilo. Più a sud, Riva dei Tarquini è raggiungibile dal km102. All'indicazione della località dovremo girare a destra e proseguire oltre il passaggio a livello; quindi girare a destra verso l'indicazione dell'Università Agraria di Tarquinia "Villaggio Turistico Camping" Il viale che incontreremo si addentra in una magnifica pineta secolare. Una sbarra, spesso alzata, potrebbe interdire l'accesso alla spiaggia; quindi, conviene parcheggiare l'automobile e con zaino a spalla e canne, raggiungere a piedi la postazione non molto lontana. Il tratto di spiaggia si presenta irregolare, varie punte e insenature daranno indicazioni sulla conformazione del territorio marino che in alcuni tratti si presenta molto fondo e quindi redditizio. Il tratto antistante il campeggio Europing è da tenere presente per la grande varietà di specie insidiabili; tuttavia, anche altre poste sono tutte da scoprire e testare in particolare anche perché i canali e le buche possono cambiare posizione a causa proprio delle mareggiate invernali e delle forti correnti che si formano. Buone catture di orate si possono ottenere dalla primavera all'autunno, non di rado anche con il freddo nelle giornate caratterizzate dall'alta pressione. Come in tutto il litorale dell'Alto Lazio,anche qui i gronghi sono massicciamente presenti specialmente nella stagione invernale. Le orate, in estate, potranno essere insidiate sia di giorno che di notte. Le mormore, non di rado grufolano sotto lo scalino della risacca durante la marea, con il mare piatto e in assenza di luna. Una preda ambita che attenderemo con ansia in prossimità dell'acqua salmastra puntando sulla breve distanza e in mezzo alla schiuma, è la spigola. Le esche da usare in tutta la stagione sono le solite: arenicola, cannolicchio, bacone, saltarello,bibi, cannolicchio, eccetera; mentre calamaro, seppia ed esche vive, dovranno essere usate d'inverno. D'estate capita spesso di venire alle prese con i granchi senza riuscire a vedere l'ombra di una toccata; ebbene, non disperiamo e tentiamo al "grosso" inserendo ami del 5/0, cavo d'acciaio e magari qualche piccolo pesce esca catturato sotto lo scalino di risacca: i serra o qualche grossa leccia, potrebbero venire a rallegrarci la giornata.