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La
morfologia delle coste liguri obbliga ad un tipo di pesca molto
particolare, sovente in contrasto con quella praticata nel resto
d'Italia; ma questo, per noi, è solo uno stimolo, una sorta di sfida
con il territorio marino e con i suoi abitanti: i pesci.
Una
propaggine di terra sovente montuosa che si "appiccica"
al mare abbracciandolo per 350 chilometri, toccando con le
sue estremità la Francia e la Toscana.
Spesso il mare è profondo, anche vicino alla riva, e questo
è uno dei motivi per i quali l'onda che frange prima di arrivare
a lambire la spiaggia o la ghiaia perde molto della sua energia.
Il repentino sprofondare del suolo marino vicino a riva, consente
un avanzamento lineare della massa d'acqua che, procedendo
verso terra senza creare l'ultimo frangente, favorisce la
nascita di una sorta di turbinio sul gradino di risacca.
Che
cosa può succedere dunque ai pescatori che intendono confrontarsi
con questa situazione tipica della Riviera? Semplice, la maggior
parte opterà per pescare con mare calmo o in scaduta, preferendo
in alcuni casi l'azione diurna alla classica col buio pieno.
Tutto ciò sembrerebbe limitare se non ostacolare alcune tecniche
di pesca tipiche come il surfcasting o il beachlegering. Sta
di fatto che gli appassionati dei lanci sull'onda devono,
venendo in Liguria, adattare e modificare la loro tecnica.
Pesci
e pescatori
Evidentemente la violenza delle onde che si scaricano sulla
costa durante una mareggiata, induce i pesci a stare alla
larga dal gradino di risacca. In contropartita sia per l'esposizione
al forte vento di scirocco, sia per l'abbondanza dei detriti
marini che fluttuano: alghe, sporcizia, rami eccetera, anche
i pescatori difficilmente si recano a fare il loro dovere
durante una "mareggiata genovese".
Insomma,
lo avete capito, in Liguria il pesce si lascia catturare in
condizioni meteo-marine opposte al resto d'Italia… o quasi!
Scherzi a parte, il meccanismo naturale che avvicina i pinnuti
a riva durante una mareggiata, evidentemente lì non funziona.
Per chi ancora non lo sapesse, ecco ciò che avviene in concomitanza
dell'ultimo frangente. L'onda che si abbatte mette in sospensione
un'infinità di microrganismi che fluttuando nell'acqua diventano
in breve una grande attrattiva per i pescetti della zona;
a loro volta, queste piccole prede, richiamano esemplari più
grandi, i cosiddetti predatori, che approfittando del fermento
si mettono in caccia. Ecco che si è innescato un processo
naturale che porta un gran numero di specie di tutte le misure
in tratti specifici di mare.
L'attrezzatura
In relazione
alle caratteristiche piuttosto comuni che incontreremo sulle
spiagge liguri, i pescatori che le frequentano usano attrezzi
standard come ad esempio le canne telescopiche in quattro
elementi, capaci di lanciare piombi vicino ai 100-120 grammi.
Fra le più gettonate anche le canne ad innesti in due elementi
come ad esempio le 3.60. I mulinelli migliori sono quelli
con il tamburo fisso, bobina conica ed avvolgimento a spire
incrociate. Monofili dal 20 al 25/30 max. Gli ami, tutti quelli
validi per inneschi di vermi e anellidi, della misura del
3/4.
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